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Arriva il Piano Casa Legge regionale 8 ottobre 2009 n. 22 |
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ARRIVA IL PIANO CASA RELAZIONE SUL CONVEGNO DI OSIMO (AN) DEL 31.10.2009
La Regione Marche, con la Legge n. 22 del 08.10.2009, ha disciplinato il PIANO CASA riguardante gli "Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile", Legge promossa e fortemente voluta dal Governo centrale per cercare di rilanciare l’attività edilizia. La normativa regionale, alle quale dovrà essere affiancato un regolamento comunale ad hoc, è stata quindi realizzata sulla scorta dei contenuti della Legge Nazionale per favorire gli ampliamenti sugli edifici esistenti in deroga ad alcuni parametri edilizi. Vediamo, a grandi linee e in estrema sintesi, le due principali opportunità contenute nella Legge e illustrate anche nel corso del Convegno ottimamente organizzato sabato scorso dal Comune di Osimo presso l’Istituto Campana, nel quale hanno relazionato il sindaco Simoncini, gli assessori Alessandrini e Antonelli, l’arch. Catalino della Regione Marche e l’ing. Frontaloni dirigente del Dipartimento del Territorio di Osimo, il quale, con chiarezza e professionalità ha “snocciolato” tutti i punti salienti del dispositivo. La prima opportunità prevede che gli edifici residenziali possano essere ampliati fino ad un 20% della volumetria esistente, per un incremento massimo comunque non superiore a 200 metri cubi, mentre gli edifici produttivi (industriali, artigianali, direzionali, commerciali e agricoli) possono essere anch’essi ampliati nei limiti del 20% della superficie utile lorda esistente e comunque in misura non superiore a 400 metri quadrati (100 m.q. se l’ampliamento comporta anche l’aumento di altezza in deroga ai regolamenti edilizi). La seconda opportunità prevede invece, nel caso di demolizione e ricostruzione totale degli edifici residenziali obsoleti, un ampliamento massimo fino al 35% della volumetria esistente. In questo caso, la ricostruzione dovrà però essere eseguita tenendo anche conto del protocollo ITACA Marche, che prevede scaglioni di ampliamento ben precisi (quindi anche inferiori del 35%) in funzione di vari fattori sui temi della sostenibilità energetico-ambientale e ubicazione del plesso. Per quanto concerne la piena operatività del Piano Casa, i comuni della Regione Marche, salvo proroghe, avranno tempo fino al 30 novembre per l’approvazione delle relative delibere attuative nelle quali dovranno essere previste eventuali limitazioni e disciplinati in maniera puntuale alcuni aspetti specifici della Legge. La presentazione delle richieste, tramite Denuncia di Inizio Attività o Permesso di Costruire, potranno avere quindi inizio dal 1° dicembre 2009, per i successivi 18 mesi (salvo proroghe). In merito ai contenuti tecnici e specifici della Legge Regionale, vi sono però anche degli aspetti poco chiari che, al momento, non permettono di operare con certezza con il nuovo provvedimento. Infatti, oltre alle numerose casistiche e relative varianti di applicazione (in funzione della destinazione d’uso, ubicazione, distanze e altezze, conformazione, pluri-unità immobiliari costituenti l’edificio, ecc. ecc.) che deriveranno a causa dell’ampia e complessa normativa edilizia, vi sono anche alcuni passi della Legge che danno luogo a varie interpretazioni, cui la stessa Regione Marche dovrà, quanto prima, fare chiarezza, di concerto con i singoli comuni nell’ambito del regolamento comunale sul Piano Casa. Per quanto concerne le questioni da chiarire, la Regione e il Comune dovranno, in particolare, far luce sulla definizione di “edificio” (per comprendere tutte le casistiche rientranti in questo termine), disciplinare l’applicazione del provvedimento nei condomini (inizialmente esclusi) e negli edifici composti da più unità immobiliari, chiarire se gli ampliamenti (o sopraelevazioni) sono in deroga anche alle (e quali) distanze, se agli accorpamenti degli edifici ubicati in zona agricola (max 70 mq.) può essere “sommata” anche la possibilità di ampliamento (o se invece l’uno esclude l’altro) e far chiarezza sui contenuti e reali opportunità del protocollo ITACA Marche. La Legge, in linea generale, non troverà invece applicazione nei Centri Storici (tranne per gli Enti Pubblici), nelle aree a tutela integrale o con appositi vincoli di non edificabilità e negli edifici vincolati sottoposti esclusivamente ad opere di restauro e a risanamento conservativo. Per quanto concerne le case coloniche (o ex coloniche) del territorio osimano, oggetto di vincoli di conservazione, salvo modifiche, sarà invece possibile l’applicazione della normativa per quelle contraddistinte dai due vincoli di minor importanza denominati “di valore ambientale” e “di particolare valore ambientale”. Ovviamente l’ampliamento dovrà adeguarsi alla tipologia architettonica del manufatto. In conclusione, preso atto di quanto sopra, del fatto che la normativa è ancora in fase di “aggiustamento” e tenuto conto delle molteplici problematiche correlate al Piano Casa, si consiglia a tutti i cittadini interessati, di rivolgesi al proprio tecnico di fiducia iscritto agli ordini professionali per avere una risposta adeguata al proprio caso specifico. Geom. Paolo Pesaresi
► Piano Casa, vai alla Legge regionale 8 ottobre 2009 n. 22
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